Testo Antico
Al Signor cav, Gio. Battista Rasi console generale di Sua Maestà Sarda in Roma
Porto di Anzio lì 16 ottobre 1832
In replica al rispettato suo dispaccio in data 4 corrente, e per adempiere esattamente al mio dovere, sono in obbligo far certa V.S.illustrissima, che il fondo di questo porto va tutto giorno minorando, e che nel tempo del flusso di mare giunge a palmi 9 ½ napolitani, e nel riflusso appena 8. Da ciò ne viene che i bastimenti di 80 tonnellate, che entrano in questo porto a far carico di carbone, non possano sortirne se non sono le acque piene; e usciti non possano ritornarvi se non con somma difficoltà. Quei bastimenti poi, che superano le tonnellate 80, e hanno deciso di mai più tornarci, il che hanno posto ad effetto.
Questo riflesso mi fa condurre dei giorni agitati; perché in qualche notte burrascosa mi aspetto vedere qualche bastimento naufragare nel bel mezzo del porto.
Debbo finalmente significarle, ch’egli si appressa a fare il fine di quel corpo malato, sopra cui si fanno spese immense di medicinali, le quali piuttosto che ritornarlo al pristino stato di salute lo conducano all’ultimo deperimento in grazia de’curanti.
Mi spiace sommamente di farle giungere notizie non grate; ma tanto doveva, nel mentre che con tutto il rispetto mi do l’onore di rassegnarmi.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 17 Marzo 2010 07:18)













